Dalle offensive DDoS contro siti italiani al sostegno alle mobilitazioni del 24 ottobre: le indagini cercano di chiarire se esista un collegamento operativo con il Movimento 17 ottobre. Ma il sostegno online, da solo, non dimostra una regia comune.
Non soltanto le piazze, ma anche la rete. È lungo questa doppia direttrice che si sviluppa la pista investigativa sul possibile intreccio tra le proteste del 24 ottobre in Italia e l’attività di NoName057(16), collettivo hacker filorusso già noto per una serie di attacchi informatici contro obiettivi istituzionali e infrastrutture digitali occidentali.
La questione riguarda l’eventualità che il sostegno manifestato da gruppi di hacker alle mobilitazioni possa inserirsi in una strategia più ampia, capace di affiancare la pressione nelle strade a quella sui servizi informatici. Gli investigatori del Comando interforze Cyber Intel starebbero verificando le possibili connessioni con gli ambienti del cosiddetto Movimento 17 ottobre.iso.
NoName057(16), una rete hacker con una strategia politica
Il collettivo NoName057(16) non nasce con le recenti proteste italiane. La sua attività è documentata da tempo nel panorama delle minacce informatiche europee. Il gruppo ha dichiarato posizioni favorevoli alla Russia e ha preso di mira, soprattutto attraverso attacchi DDoS, siti e servizi digitali di Paesi schierati a sostegno dell’Ucraina.
Gli attacchi DDoS, acronimo di Distributed Denial of Service, consistono nel sommergere un sito di richieste di accesso fino a comprometterne temporaneamente la disponibilità. Non sono necessariamente intrusioni finalizzate al furto di dati: il loro effetto principale è spesso l’interruzione o il rallentamento del servizio.
Gli obiettivi italiani e il nuovo fronte di ottobre
L’attenzione verso l’Italia è tornata evidente nell’ottobre 2026. Nel rapporto pubblicato il 22 ottobre, il gruppo di cyber threat intelligence di Telsy ha segnalato nuove offensive attribuite a NoName057(16) contro diversi portali italiani, tra cui siti di amministrazioni comunali, aziende e operatori della logistica.
Il rapporto cita inoltre attività rivendicate da altri collettivi, fra cui Dark Storm Team e BD Anonymous. Queste rivendicazioni vanno valutate con cautela: una dichiarazione pubblicata da un gruppo non costituisce, da sola, una conferma indipendente del successo dell’attacco o della responsabilità tecnica.
La dimensione geopolitica: destabilizzare senza necessariamente comandare
L’interesse di NoName057(16) per le proteste italiane può essere letto anche alla luce della sua attività precedente: il gruppo ha utilizzato attacchi informatici e comunicazione propagandistica per colpire o delegittimare Paesi considerati avversari della Russia.
In uno scenario simile, amplificare una protesta, rilanciarne le immagini o dichiarare sostegno a una mobilitazione può offrire un vantaggio comunicativo anche in assenza di un rapporto diretto con chi scende in strada. È però un’interpretazione analitica, non una prova che questo sia stato il movente specifico delle iniziative del 24 ottobre.





