Secondo le notizie diffuse oggi da Reuters e da altre testate internazionali, Cloudflare ha rilevato milioni di tentativi di exploit delle falle. Il rischio è particolarmente rilevante perché PHP è alla base di una parte considerevole dei siti Internet, compresi numerosi portali istituzionali e servizi digitali.
Perché la falla è così pericolosa?
Le due vulnerabilità sono identificate dai codici CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619 e hanno entrambe un punteggio di gravità CVSS 9,2 su 10.
Il problema riguarda la gestione della memoria del motore PHP. In determinate condizioni, un aggressore può inviare una richiesta appositamente costruita e ottenere l’esecuzione di codice sul server senza autenticarsi. Questo potrebbe consentire di sottrarre dati, installare strumenti malevoli o compromettere il sistema.
La situazione è resa più urgente dal fatto che, secondo le analisi pubblicate, le falle erano presenti da anni e la divulgazione delle informazioni tecniche ha accelerato la corsa tra chi deve mettere in sicurezza i sistemi e chi cerca di sfruttarli. L’intelligenza artificiale ha contribuito alla scoperta delle vulnerabilità.
Quali versioni di PHP sono state corrette?
| Versione | Aggiornamento di sicurezza |
|---|---|
| PHP 8.5 | 8.5.12 |
| PHP 8.4 | 8.4.27 |
| PHP 8.3 | 8.3.36 |
| PHP 8.2 | 8.2.35 |
Che cosa devono fare aziende, enti pubblici e proprietari di siti?
Le indicazioni delle autorità di cybersicurezza sono chiare:
Aggiornare immediatamente PHP, dando priorità ai server accessibili da Internet.
Verificare anche i componenti PHP inclusi in CMS, container e servizi gestiti da fornitori esterni.
Se non è possibile applicare subito la correzione, valutare l’isolamento temporaneo del servizio o la sua messa offline.
Controllare i registri di sistema e gli eventuali segnali di compromissione, perché installare una patch non dimostra automaticamente che un server non sia già stato violato.





