Autistici/Inventati nella lista nera degli Stati Uniti per i suoi strumenti di privacy

Redazione
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La decisione dell’amministrazione Trump apre un caso inedito sul confine tra infrastruttura digitale, anonimato e terrorismo. Gli Stati Uniti accusano il collettivo di aver fornito servizi tecnologici a gruppi estremisti violenti. A/I respinge le accuse e rivendica il proprio ruolo nella difesa digitale. Nel frattempo emergono nuovi dettagli sulle attività contestate da Washington.

Autistici/Inventati, collettivo italiano nato all’inizio degli anni Duemila e conosciuto per la fornitura di servizi digitali orientati alla privacy, è stato designato dagli Stati Uniti come “Specially Designated Global Terrorist” (SDGT). La decisione, annunciata il 26 agosto dal Dipartimento di Stato e dal Dipartimento del Tesoro americano, inserisce A/I in un’operazione più ampia contro quelle che Washington definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra.

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La vicenda è particolarmente rilevante perché, secondo la documentazione americana, il bersaglio non sarebbe accusato di aver compiuto direttamente attentati o sabotaggi. Il punto contestato dagli Stati Uniti è invece la fornitura di infrastrutture digitali e strumenti di comunicazione a soggetti che Washington considera coinvolti in attività terroristiche.

L’accusa di Washington

Nel documento ufficiale statunitense, Autistici/Inventati viene descritto come un gruppo estremista con sede in Italia che avrebbe costruito e gestito infrastrutture digitali utilizzate da cellule Antifa violente e da altri gruppi dell’estrema sinistra radicale.


Washington sostiene che A/I abbia messo a disposizione servizi come posta elettronica, chat, hosting web, videoconferenze, streaming e strumenti per proteggere l’anonimato. Secondo il Dipartimento di Stato, tali infrastrutture sarebbero state utilizzate per organizzare attività, comunicare, diffondere propaganda, condividere informazioni sugli obiettivi e rivendicare azioni violente.

L’amministrazione americana sostiene inoltre che l’accesso ai servizi non sarebbe stato completamente indiscriminato e che gli utenti venissero valutati sulla base della loro affinità politica e ideologica.

I nuovi elementi citati dagli USA

Gli Stati Uniti collegano i servizi di A/I, tra gli altri casi, a cellule anarchiche accusate di sabotaggi contro infrastrutture ferroviarie in Francia, Italia, Germania e Paesi Bassi. Washington sostiene che i servizi del collettivo siano stati utilizzati per pubblicare rivendicazioni e materiali operativi.

Un altro episodio citato è il sabotaggio del Transalpine Pipeline (TAL) nel marzo 2026, infrastruttura attraverso cui il greggio raggiunge Austria, Germania e Repubblica Ceca. Secondo il governo statunitense, gli autori avrebbero utilizzato infrastrutture riconducibili ad A/I per diffondere comunicati e un manifesto che incoraggiava ulteriori azioni contro infrastrutture critiche.

Washington cita inoltre attacchi contro infrastrutture energetiche e ferroviarie tedesche, tra cui un’azione contro la rete elettrica di Berlino nel gennaio 2026, oltre a casi riguardanti gruppi statunitensi come Rose City Antifa, il movimento contrario alla costruzione del centro di addestramento della polizia di Atlanta e Jane’s Revenge.

Si tratta però di accuse contenute nella documentazione del governo statunitense: la designazione americana non equivale, da sola, a una sentenza penale italiana nei confronti del collettivo.

Cosa significa concretamente la sanzione

Le misure prevedono il congelamento degli eventuali beni e interessi patrimoniali di A/I sottoposti alla giurisdizione statunitense e vietano, in generale, a cittadini e soggetti americani di effettuare transazioni con il collettivo. Le conseguenze possono inoltre estendersi indirettamente a operatori finanziari e aziende che abbiano rapporti con soggetti sanzionati.

Il provvedimento arriva insieme alle sanzioni contro Palestine Action, organizzazione britannica già proscritta come terroristica dal Regno Unito, e Masar Badil, movimento palestinese transnazionale che Washington considera collegato al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Chi è Autistici/Inventati

Autistici/Inventati è nato nel 2001 dall’incontro tra individui e collettivi dell’area autonoma e anticapitalista interessati alla tecnologia e ai diritti digitali. Il progetto si presenta come una piattaforma di autodifesa digitale destinata ad attivisti e altre persone che necessitano di strumenti di comunicazione indipendenti.

Nel corso degli anni A/I ha messo a disposizione servizi come posta elettronica, mailing list, siti web, blog e altri strumenti di comunicazione. Secondo i dati riportati nella documentazione americana e ripresi dalla stampa, la rete comprende circa 16.000 caselle email, 1.500 siti web, 5.500 mailing list e 10.000 blog.

La sua storia è quindi strettamente legata alla cultura della privacy, dell’autogestione tecnologica e dell’anonimato online.

La replica: «Non ci fermeremo».

Il collettivo si definisce un piccolo gruppo italiano di volontari e attivisti digitali e sostiene che la designazione abbia una natura politica. A/I rivendica il proprio lavoro nella fornitura di strumenti tecnologici ad attivisti, associazioni e collettivi e contesta l’equazione tra antifascismo, anticapitalismo e terrorismo.

La risposta del collettivo è netta: «Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto».

 

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