Ondate di calore, infrastrutture sotto pressione e sistemi digitali sempre più vulnerabili: l’emergenza climatica sta creando nuove sfide anche per la sicurezza informatica.
Il caldo estremo non mette alla prova soltanto la salute delle persone e la tenuta delle città. Quando le temperature raggiungono livelli eccezionali, anche le infrastrutture tecnologiche possono entrare in una zona di rischio. Data center, reti elettriche, sistemi di raffreddamento e dispositivi elettronici devono continuare a funzionare mentre l’ambiente circostante diventa sempre più ostile.
È un problema che riguarda direttamente anche la cybersecurity. Un’infrastruttura fisica danneggiata o temporaneamente indisponibile può infatti trasformarsi in un’opportunità per chi conduce un attacco informatico.
Il punto debole dei data center
I data center sono tra le strutture più sensibili alle temperature elevate. Migliaia di server lavorano senza interruzione e producono una quantità considerevole di calore. Per questo motivo i sistemi di raffreddamento sono essenziali.
Durante un’ondata di calore prolungata, però, il consumo energetico necessario per mantenere le temperature sotto controllo può aumentare. Contemporaneamente, la rete elettrica può essere sottoposta a una maggiore pressione a causa dell’uso intensivo di condizionatori e sistemi di refrigerazione.
Un eventuale guasto può provocare interruzioni dei servizi digitali. E quando un’organizzazione è costretta a gestire un’emergenza tecnica, le sue difese informatiche possono diventare più difficili da mantenere.
Il fattore umano
Stanchezza, stress e difficoltà di concentrazione possono aumentare il rischio di errori. Un dipendente potrebbe, per esempio, cliccare su un messaggio di phishing, utilizzare una procedura sbagliata o ignorare un avviso di sicurezza.
Gli attaccanti possono approfittare proprio di questi momenti di pressione. Un attacco informatico condotto durante un’emergenza può risultare particolarmente efficace perché l’organizzazione è già impegnata a risolvere altri problemi.
Energia e infrastrutture critiche
La questione diventa ancora più delicata quando si parla di infrastrutture critiche: ospedali, reti idriche, trasporti, telecomunicazioni e sistemi energetici.
Il cambiamento climatico può aumentare la frequenza o l’intensità di eventi capaci di danneggiare queste infrastrutture. Un’interruzione fisica può poi avere conseguenze digitali: sistemi offline, comunicazioni interrotte, perdita di accesso ai dati e difficoltà nel monitorare le reti.
La sicurezza informatica, quindi, non può più essere considerata esclusivamente una questione di password, malware e firewall. La protezione digitale deve tenere conto anche delle condizioni fisiche nelle quali le tecnologie operano.




