Il gruppo ransomware Qilin ha inserito Euroflora Srl, azienda di Carate Brianza attiva nel commercio all’ingrosso di fiori e piante, nella propria lista di presunte vittime. La segnalazione è comparsa il 23 agosto 2026 e viene riportata da diversi servizi di monitoraggio delle attività ransomware.
La notizia, tuttavia, deve essere letta con cautela: al momento non risulta una conferma pubblica da parte di Euroflora. La presenza del nome dell’azienda sul portale del gruppo criminale costituisce quindi una rivendicazione e non, da sola, la prova definitiva che un’intrusione sia andata a buon fine o che siano stati sottratti dati. Anche i servizi di threat intelligence che hanno rilevato la segnalazione la classificano come non verificata.
Un’azienda tutt’altro che marginale
Euroflora Srl ha sede in via Lombardia 18 a Carate Brianza e opera nel commercio all’ingrosso di fiori e piante. Secondo i dati economici più recenti disponibili, nel 2024 ha registrato un fatturato di 11,58 milioni di euro, con 67 dipendenti.
Non si tratta quindi di una piccola attività commerciale. Euroflora è una media impresa, con una struttura organizzativa e un volume d’affari che la rendono una realtà significativa all’interno del tessuto produttivo locale.
Il suo peso emerge anche dalle classifiche economiche territoriali: nel rapporto sulle imprese di Monza e Brianza pubblicato da Assolombarda, Euroflora figurava tra le aziende della provincia con un giro d’affari superiore agli 11 milioni di euro.
Qilin: una rivendicazione da verificare
La segnalazione di Euroflora compare insieme ad altre organizzazioni nella lista di Qilin del 23 agosto. I servizi di monitoraggio indipendenti registrano la società italiana come vittima “claimed”, cioè rivendicata dal gruppo ma non ancora verificata.
Questo significa che, allo stato attuale, non è possibile affermare pubblicamente che siano stati sottratti dati di clienti o dipendenti, né conoscere l’eventuale richiesta economica avanzata dai criminali.
Saranno quindi determinanti eventuali comunicazioni ufficiali dell’azienda, notifiche relative a una violazione dei dati o ulteriori evidenze pubblicate dagli investigatori di sicurezza.
Cosa potrebbe succedere ora
Le prossime ore e i prossimi giorni saranno importanti per capire la reale portata della vicenda. Se la compromissione venisse confermata, bisognerà stabilire quando è avvenuta, quali sistemi sono stati interessati, se vi sia stata esfiltrazione di dati e quali conseguenze operative abbia avuto l’incidente.
Particolare attenzione dovrà essere riservata all’eventuale pubblicazione di documenti sul cosiddetto leak site di Qilin. La pubblicazione di file costituirebbe infatti un elemento molto più concreto rispetto alla semplice presenza del nome dell’azienda in una lista di vittime.
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