Attacco ransomware a Novo Nordisk, gli hacker: Rubati 1,3 terabyte di dati sensibili

Redazione
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Un nuovo attacco informatico scuote il settore farmaceutico globale. Il gruppo di cybercriminali noto come FulcrumSec ha dichiarato di aver sottratto circa 1,3 terabyte di dati dai sistemi di Novo Nordisk, l’azienda danese diventata celebre in tutto il mondo per i farmaci contro diabete e obesità come Ozempic e Wegovy.

Secondo quanto sostenuto dagli hacker, il materiale rubato comprenderebbe documentazione interna, dati relativi a progetti di ricerca e sviluppo, informazioni finanziarie, codice sorgente e documenti legati a sperimentazioni cliniche. I criminali avrebbero inoltre avanzato una richiesta di riscatto pari a 25 milioni di dollari per evitare la diffusione pubblica dei dati.

La vicenda è emersa dopo la pubblicazione di alcuni campioni dei documenti presumibilmente trafugati sui canali utilizzati dal gruppo per esercitare pressione sulle vittime. Al momento non è stato possibile verificare in modo indipendente l’autenticità dell’intero archivio, ma gli esperti di cybersecurity stanno analizzando il materiale reso disponibile dagli attaccanti.


Novo Nordisk ha confermato di essere a conoscenza delle accuse avanzate dagli hacker e ha avviato un’indagine interna per determinare l’entità dell’incidente. L’azienda sta collaborando con specialisti della sicurezza informatica e con le autorità competenti per comprendere se vi sia stata una reale compromissione dei sistemi e quali dati possano essere stati coinvolti.

L’eventuale esposizione di informazioni riguardanti farmaci in fase di sviluppo potrebbe rappresentare un rischio significativo non solo dal punto di vista economico, ma anche strategico. Le aziende farmaceutiche investono infatti miliardi di euro ogni anno nella ricerca e nella sperimentazione di nuovi trattamenti, rendendo i dati scientifici uno degli obiettivi più appetibili per gruppi criminali e soggetti interessati allo spionaggio industriale.

Negli ultimi anni il settore sanitario e farmaceutico è diventato uno dei bersagli preferiti delle organizzazioni ransomware. Oltre alla possibilità di ottenere riscatti milionari, gli attaccanti sono attratti dall’enorme quantità di dati sensibili custoditi da ospedali, laboratori e aziende del comparto biomedicale.

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