Il gruppo di hacker noto come Salt Typhoon ha avuto accesso ai sistemi di posta elettronica di alcuni membri dello staff della Commissione Usa sulla Cina del Congresso. Ciò ha sollevato preoccupazioni sul cyberspionaggio tra Pechino e Washington. Il portavoce dell’Ambasciata cinese, Liu Pengyu, ha condannato le speculazioni e le accuse infondate, mentre l’FBI ha rifiutato di commentare.
I legislatori e i loro collaboratori, in particolare quelli che supervisionano le vaste agenzie militari e di intelligence americane, sono tra i principali obiettivi dello spionaggio informatico. Il gruppo di hacker ha violato le reti di diverse società di telecomunicazioni americane, tra cui i sistemi di AT&T e Verizon, per mesi o più. Sono state esfiltrate informazioni oggetto di richieste da parte delle forze dell’ordine statunitensi in base a ordini di tribunale.
Rischio per le Telco nazionali Usa
L’attività malevola del gruppo di hacker si è protratta per quasi un anno, consentendo al Governo cinese di geolocalizzare milioni di individui e registrare telefonate a piacimento. Pechino ha smentito ogni eventuale responsabilità nel merito. Il senatore Ben Ray Lujan, Democratico del New Mexico, ha affermato che le presunte ingerenze cyber cinesi rappresentano il più grande attacco hacker alle telecomunicazioni nella storia della nazione.
Reazioni e conseguenze
La CISA e l’FBI avevano rivelato le attività del gruppo di hacker con una nota congiunta nel 2024. Gli Usa hanno imposto sanzioni al presunto hacker hacker Yin Kecheng e alla società di sicurezza informatica Sichuan Juxinhe Network Technology, accusati di essere coinvolti in Salt Typhoon. La Casa Bianca e gli uffici di riferimento non hanno fornito una loro versione sui fatti. La Reuters ha riportato che il portavoce dell’Ambasciata cinese ha condannato le speculazioni e le accuse infondate, mentre l’FBI ha rifiutato di commentare.


