Oltre 40 miliardi per la Difesa, di cui 17,2 destinati agli armamenti. Molto più limitate, invece, le risorse per proteggere ospedali, infrastrutture strategiche, reti informatiche e servizi pubblici dagli attacchi hacker. Il divario tra gli annunci del governo e gli stanziamenti effettivi solleva interrogativi sulle priorità della politica di sicurezza nazionale.
La sicurezza informatica è diventata una delle nuove frontiere della sicurezza nazionale. Gli attacchi hacker non rappresentano più soltanto una minaccia per aziende e istituzioni, ma possono mettere a rischio servizi essenziali per la vita quotidiana dei cittadini: dagli ospedali alle reti energetiche, dai sistemi di trasporto alle infrastrutture che garantiscono il funzionamento della pubblica amministrazione.
È proprio su questo terreno che Giorgia Meloni ha richiamato l’attenzione negli ultimi giorni, utilizzando il tema della cybersicurezza per sostenere la necessità di rafforzare gli investimenti nella Difesa. Intervenendo alla Fieracavalli di Verona, la presidente del Consiglio ha spiegato che l’aumento delle risorse militari non riguarda soltanto le armi, ma anche la protezione della vita quotidiana degli italiani.
La Difesa investe nel cyber, ma il grosso delle risorse resta destinato agli armamenti
Anche il ministero della Difesa ha sviluppato programmi specifici per la protezione dello spazio digitale e delle infrastrutture critiche. Nel Documento programmatico pluriennale del 2025 vengono indicati investimenti complessivi per circa 1,91 miliardi di euro in progetti collegati alla sicurezza informatica.
Una cifra che, letta superficialmente, potrebbe apparire significativa. Ma c’è un elemento da considerare: si tratta della spesa complessiva prevista nell’arco temporale 2025-2039, non di uno stanziamento annuale.
Il progetto più consistente è Cyber Warfare-Interforze, che punta a rafforzare la sicurezza e la resilienza dello spazio cibernetico, aggiornare i sistemi crittografici e sviluppare capacità operative nel settore delle operazioni informatiche. Per il 2027 sono previsti circa 47,5 milioni di euro.
Altri programmi riguardano la protezione delle reti e dei servizi della Marina militare, con 6 milioni, l’ammodernamento delle tecnologie di difesa attraverso il Cyber Package, con 12,92 milioni, e le capacità di cybersicurezza dell’Aeronautica, con 2,2 milioni.





