Milioni di persone hanno ricevuto un avviso sul proprio smartphone pochi secondi prima che il devastante terremoto colpisse il Venezuela. L’episodio ha riportato l’attenzione su Android Earthquake Alerts, il sistema sviluppato da Google che trasforma milioni di telefoni Android in una gigantesca rete di rilevamento sismico.
È importante chiarire un punto: gli smartphone non prevedono i terremoti. Nessuna tecnologia oggi è in grado di anticipare un sisma prima che abbia inizio. Il sistema di Google sfrutta invece un principio fisico ben noto: le prime onde sismiche (onde P), meno distruttive, viaggiano più velocemente delle onde S, responsabili dei danni maggiori. Questo consente di inviare un’allerta a chi si trova più lontano dall’epicentro con un anticipo che può variare da pochi secondi fino a diverse decine di secondi.
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Come funziona Android Earthquake Alerts
Ogni smartphone Android è dotato di un accelerometro, il sensore utilizzato normalmente per rilevare movimenti e orientamento del dispositivo. Quando migliaia di telefoni registrano contemporaneamente vibrazioni compatibili con un terremoto, i dati vengono inviati ai server di Google.
Gli algoritmi elaborano le informazioni in tempo reale, stimano epicentro e magnitudo e, se il sisma viene confermato, inviano immediatamente notifiche agli utenti che si trovano lungo il percorso delle onde più distruttive. In questo modo chi riceve l’avviso può avere il tempo necessario per mettersi al riparo, allontanarsi da finestre o interrompere attività pericolose.
Durante il terremoto che ha colpito il Venezuela, numerose testimonianze raccontano di persone che sono riuscite ad uscire dagli edifici o a proteggersi grazie all’avviso ricevuto sul telefono pochi istanti prima dell’arrivo delle scosse più forti.
È disponibile anche in Italia?
Attualmente Android Earthquake Alerts non è attivo in Italia. Google abilita il servizio solo nei Paesi in cui esistono determinate condizioni tecniche e accordi con le autorità competenti.
Nel nostro Paese il principale sistema di allarme pubblico resta IT-Alert, utilizzato dalla Protezione Civile per eventi di particolare gravità come alluvioni, incidenti industriali, attività vulcanica o altri rischi per la popolazione. Al momento non viene impiegato come sistema nazionale di allerta precoce per i terremoti.
E per chi usa un iPhone?
Apple non integra un sistema equivalente ad Android Earthquake Alerts basato sul rilevamento distribuito tramite gli smartphone. Comunque esistono alcune applicazioni affidabili che permettono di ricevere notifiche sismiche quando sono disponibili dati provenienti dalle reti di monitoraggio ufficiali.
Tra le migliori alternative per iPhone ci sono:
- MyShake – sviluppata dall’Università della California, utilizza il sistema ShakeAlert dove disponibile e offre notifiche, mappe e informazioni sui terremoti.
App Store: https://apps.apple.com/app/myshake/id1467058529 - Earthquake Network – progetto italiano nato all’Università di Bergamo, sfrutta gli accelerometri degli smartphone degli utenti per contribuire al rilevamento dei terremoti e inviare allerte nelle aree supportate.
App Store: https://apps.apple.com/app/earthquake-network/id997700575 - LastQuake – realizzata dal Centro Sismologico Euro-Mediterraneo (EMSC), fornisce notifiche rapide, mappe e segnalazioni in tempo reale della comunità scientifica e degli utenti.
App Store: https://apps.apple.com/app/lastquake/id523361524
Pochi secondi che possono fare la differenza
Gli esperti ricordano che un sistema di allerta precoce non elimina il rischio sismico e non sostituisce edifici sicuri o una corretta preparazione della popolazione. Comunque, anche un anticipo di 5-30 secondi può essere sufficiente per fermare un treno, interrompere macchinari industriali, uscire da un ascensore o trovare riparo sotto un tavolo robusto.
Il caso del Venezuela dimostra ancora una volta come l’intelligenza del software e la collaborazione di milioni di dispositivi possano trasformare gli smartphone in uno strumento prezioso per la protezione civile, pur senza alcuna capacità di “prevedere” i terremoti.

