WhatsApp, la celebre applicazione di messaggistica di Meta, ha lanciato accuse gravi contro il Governo russo, affermando che “il governo ha tentato di bloccare completamente WhatsApp per costringere i cittadini a utilizzare un’app di sorveglianza di proprietà statale”. Questa iniziativa sarebbe parte del tentativo della Federazione russa di esercitare un maggiore controllo su Internet.
La piattaforma ha inoltre avvertito: “Isolare oltre 100 milioni di utenti dalla comunicazione privata è un passo indietro. Tale decisione porterà a una minore sicurezza per le persone in Russia”.
La Questione della Privacy
Il conflitto tra WhatsApp e le autorità russe si è intensificato recentemente. La pressione contro l’app è aumentata dopo che Telegram, un’altra applicazione di messaggistica popolare, ha affrontato nuove restrizioni imposte da Roskomnadzor, il servizio informatico federale. Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, ha anch’esso criticato il governo, affermando che “stanno cercando di forzare i cittadini a passare a un’app controllata dallo Stato, progettata per la sorveglianza”.
Già lo scorso anno, Roskomnadzor aveva accusato WhatsApp e Telegram di violare leggi locali, sostenendo che queste piattaforme facilitano attività illecite. In aggiunta, con l’escalation del conflitto russo-ucraino, Mosca ha detenuto anche Facebook e Instagram, catalogandole come organizzazioni “estremiste”.
Le Nuove Alternative Nazionali
Per contrastare l’influenza delle piattaforme occidentali, il Cremlino ha promosso il servizio di messaggistica nazionale Max, integrandolo nei servizi governativi e riducendo la dipendenza da WhatsApp e Telegram. Questo sforzo si è intensificato negli ultimi anni, puntando a investire in servizi informatici interni.
La volontà di sviluppare soluzioni nazionali è anche legata alla sicurezza dei dati e della comunicazione. Comunque, esperti di cybersicurezza avvertono che tali misure potrebbero rappresentare una “porta sul retro” per i servizi di sicurezza russi. La Russia si trova dunque al centro di un dibattito cruciale, che coinvolge la sicurezza dello Stato e i diritti civili, inclusa la privacy dei cittadini.

