Texas a rischio emergenza idrica: l’impatto dei data center per l’IA

Redazione
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Negli ultimi anni il Texas è diventato uno dei principali hub statunitensi per le infrastrutture digitali, con investimenti miliardari da parte dei maggiori colossi tecnologici nel settore dei data center dedicati all’intelligenza artificiale — strutture gigantesche che ospitano server e sistemi di calcolo avanzati.


La “corsa tecnologica” solleva preoccupazioni non solo energetiche ma anche ambientali, in particolare riguardo all’uso dell’acqua, risorsa già scarsa in molte zone dello Stato.

Perché i data center consumano tanta acqua

I server che alimentano le applicazioni di IA generano enormi quantità di calore durante il funzionamento. Per mantenerli operativi e non rischiare surriscaldamenti che comprometterebbero prestazioni e durata, molte strutture ricorrono a sistemi di raffreddamento che utilizzano acqua. Questi sistemi, soprattutto se aperti (evaporativi), consumano ogni giorno centinaia di migliaia di galloni d’acqua — quantità simili a quelle consumate da migliaia di famiglie quotidianamente.

Secondo ricerche e proiezioni di esperti, entro il 2025 i data center in Texas potrebbero arrivare a consumare circa 46 miliardi di galloni d’acqua, con la possibilità di salire fino a quasi 400 miliardi di galloni entro il 2030. Questo rappresenterebbe circa il 7% dell’uso totale di acqua nello Stato.

La situazione idrica del Texas: già sotto stress

Il problema non nasce dal nulla. Il Texas affronta da anni condizioni di stress idrico a causa della sua conformazione geografica arida e delle frequenti siccità. Risorse idriche limitate devono essere condivise tra agricoltura, consumi domestici, industrie tradizionali e ora anche infrastrutture digitali di scala massiccia.


Dato che molte delle nuove installazioni di data center si trovano in zone già caratterizzate da scarsa disponibilità d’acqua, l’aumento della domanda può aggravare i rischi di carenze idriche, soprattutto nei periodi di siccità.

Critiche e richieste di regolamentazione

Organizzazioni ambientaliste e amministratori locali hanno espresso preoccupazione: se da un lato l’espansione tecnologica porta investimenti e occupazione, dall’altro la gestione delle risorse idriche deve essere pianificata in modo sostenibile. Alcuni esperti chiedono politiche che incentivino l’uso di tecnologie di raffreddamento più efficienti e sistemi a ciclo chiuso che riducano drasticamente il consumo di acqua rispetto ai modelli tradizionali.

In mancanza di queste misure, il rischio è che, soprattutto nelle aree più aride, le comunità locali possano trovarsi in difficoltà per soddisfare bisogni primari, dalla fornitura potabile fino all’irrigazione agricola.

 

 

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