Due gruppi di hacker filorussi hanno rivendicato gli attacchi informatici che nei giorni scorsi hanno interessato diversi supermercati europei, Italia compresa. Nel mirino i sistemi digitali che controllano frigoriferi e congelatori. Ma l’attendibilità delle rivendicazioni resta ancora da accertare.
Non soltanto banche, istituzioni e infrastrutture pubbliche. La guerra informatica si sposta anche nei supermercati, prendendo di mira sistemi tecnologici apparentemente lontani dai tradizionali obiettivi degli attacchi hacker: quelli che regolano il funzionamento di frigoriferi e congelatori. A rivendicare le recenti operazioni, che hanno interessato anche l’Italia, sono stati due gruppi di hacker filorussi, NoName057(16) e Z-Pentest Alliance.
La rivendicazione è comparsa attraverso alcuni canali Telegram, successivamente diventati irraggiungibili. Si tratta di due realtà già conosciute nell’ambiente della cybersicurezza, ma al momento non esistono conferme definitive che consentano di attribuire con certezza gli attacchi ai gruppi che ne hanno dichiarato la responsabilità.
Atención, porque hackers prorrusos han reivindicado los ciberataques contra supermercados europeos…
Los grupos NoName057(16) y Z-Pentest han reivindicado los ataques contra sistemas de refrigeración de supermercados europeos.
¿Qué está confirmado?
Los incidentes informáticos…
— 𝑴𝒚𝒔𝒕𝒆𝒓𝒚 𝑾𝒐𝒓𝒍𝒅 𝑵𝒆𝒘𝒔 (@mysteryWN) November 4, 2026
NoName057(16), un gruppo già noto per le operazioni contro obiettivi occidentali
Tra i protagonisti della rivendicazione figura NoName057(16), gruppo attivo dal 2022 e diventato noto per una lunga serie di operazioni informatiche contro obiettivi considerati ostili alle posizioni del Cremlino.
Nel corso degli anni, il collettivo ha preso di mira siti bancari, istituzionali e ministeriali, oltre a obiettivi legati alle Olimpiadi di Milano-Cortina e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A Z-Pentest Alliance viene invece attribuita, tra le altre attività, la compromissione di un acquedotto danese. Un precedente che contribuisce a collocare la vicenda in un quadro più ampio, nel quale anche i sistemi di gestione delle infrastrutture essenziali diventano potenziali bersagli della conflittualità informatica internazionale.
La minaccia: nel mirino anche acqua, energia e infrastrutture industriali
I gruppi sostengono di poter raggiungere anche sistemi di approvvigionamento idrico, centrali elettriche, infrastrutture industriali e impianti destinati alla conservazione degli alimenti.
Il video assume così il significato di una dimostrazione di forza e, allo stesso tempo, di un avvertimento rivolto agli operatori occidentali. Il messaggio è chiaro: gli attacchi ai sistemi di refrigerazione potrebbero rappresentare soltanto un primo segnale delle capacità operative rivendicate dagli hacker.
A rendere ancora più delicata la situazione è quanto riferito da Cybernews, secondo cui i gruppi disporrebbero di un archivio contenente credenziali utilizzabili per accedere da remoto agli impianti. A sostegno della propria affermazione, gli hacker avrebbero diffuso un campione di oltre 2.500 righe con dati di accesso, login e password riferiti a dipendenti e clienti di Danfoss.





