Il Pentagono accelera sull’intelligenza artificiale e trasforma GenAI.mil in una vera piattaforma multi-modello. Da oggi il personale militare e civile della Difesa statunitense può accedere, oltre a Google Gemini, anche a versioni approvate di ChatGPT di OpenAI e Grok di xAI, la società fondata da Elon Musk.
La novità non è soltanto tecnologica. È il segnale di una precisa strategia americana: invece di affidare le proprie capacità di IA a un unico modello, il Dipartimento della Difesa punta su una pluralità di sistemi, sfruttandone caratteristiche e punti di forza differenti.
GenAI.mil è la piattaforma enterprise del Pentagono destinata all’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito governativo. Secondo OpenAI, il sistema è utilizzato da circa 3 milioni di dipendenti civili e militari. La versione personalizzata di ChatGPT è stata progettata per lavorare con informazioni classificate come Controlled Unclassified Information, cioè dati sensibili ma non classificati.
ChatGPT entra nel sistema della Difesa
L’arrivo di ChatGPT rappresenta il risultato di mesi di collaborazione tra OpenAI e il Pentagono. OpenAI aveva annunciato a febbraio l’intenzione di portare una versione personalizzata del proprio modello su GenAI.mil, sottolineando la necessità di fornire alle forze armate strumenti di IA potenti ma inseriti in un ambiente governativo protetto.
Il sistema può essere impiegato per attività quotidiane come l’analisi e la sintesi di documenti, la preparazione di materiali amministrativi e contrattuali, la produzione di rapporti e il supporto alla ricerca e alla pianificazione. I dati elaborati nell’ambiente governativo, secondo OpenAI, restano isolati e non vengono utilizzati per addestrare i modelli commerciali dell’azienda.
Ma la partita va ben oltre la produttività d’ufficio. L’IA viene ormai considerata dal Pentagono una componente della capacità strategica americana, dal cyberspazio alla pianificazione militare.
Grok, la scommessa di Musk
Accanto a ChatGPT compare Grok, il modello sviluppato da xAI. L’azienda aveva già raggiunto nel dicembre 2025 un accordo con il Dipartimento della Difesa per portare i propri sistemi di IA nella piattaforma GenAI.mil, anche per casi d’uso legati alla sicurezza nazionale.
Nel febbraio 2026 xAI aveva inoltre raggiunto un accordo per consentire l’utilizzo di Grok nei sistemi militari classificati. La decisione assume particolare rilievo perché arriva mentre il Pentagono cercava di ampliare rapidamente il numero di fornitori disponibili per le proprie infrastrutture di intelligenza artificiale.
Il risultato è una sorta di competizione interna tra modelli: Gemini, ChatGPT e Grok diventano strumenti diversi all’interno dello stesso ecosistema. Secondo un funzionario della Difesa citato da Defense One, la logica è consentire agli utenti di scegliere il modello più adatto a seconda del compito: uno può risultare più efficace nella ricerca di informazioni, un altro nell’elaborazione testuale e un altro ancora in differenti attività di ragionamento.




