Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ufficialmente lanciato la fase avanzata della riforma delle Forze Armate italiane, con una lettera inviata alle commissioni parlamentari in cui traccia i principali punti del nuovo disegno di legge che verrà presentato al Consiglio dei ministri entro marzo 2026.
Secondo la missiva, Crosetto intende modernizzare e rafforzare lo strumento militare nazionale in risposta alle trasformazioni geopolitiche e ai nuovi rischi internazionali, con alcuni pilastri principali:
- Istituzione di una riserva volontaria di circa 10.000 persone, pensata per dare maggiore flessibilità operativa e capacità di risposta rapida.
- Creazione di un’unità specializzata in cybersicurezza e difesa contro le minacce ibride, al fine di riunire sotto un’unica struttura le competenze ora distribuite fra vari uffici.
- Aumento complessivo degli organici delle Forze Armate – Esercito, Marina e Aeronautica – con l’obiettivo di raggiungere circa 160.000 unità entro il 2033.
Il ministro ha sottolineato che la riforma è pensata per rendere la Difesa “più moderna, flessibile ed efficiente”, in linea con analoghi processi in corso presso Paesi alleati europei e atlantici.
Un nuovo contesto strategico
Nel testo della lettera, Crosetto evidenzia l’urgenza del cambiamento: “Il contesto internazionale richiede decisioni rapide e scelte chiare”, scrive, appellandosi alla necessità di aggiornare la normativa interna per sostenere le sfide contemporanee. (
Questa spinta alla riforma segue l’attivazione del Comitato Strategico incaricato di elaborare il testo del ddl già da metà gennaio 2026. Il Comitato lavora su temi come capacità operative, semplificazione organizzativa e amministrativa, e riorganizzazione del personale, ponendo tra le priorità il rafforzamento di capacità cyber e riserve.


