Software spia nei tribunali? Report accusa: ‘Così si entra nei PC dei magistrati senza lasciare tracce

Redazione
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La trasmissione di inchiesta Report, in onda domenica prossima su Rai3, ha anticipato una clamorosa rivelazione: sui computer in uso ai magistrati italiani – dai dipendenti non togati fino ai giudici e procuratori – sarebbe installato un software che potrebbe consentire accessi remoti non tracciabili ai dispositivi.

Secondo le anticipazioni diffuse sui canali social della trasmissione e riprese oggi dalla stampa nazionale, il programma informatico incriminato è ECM/SCCM (Endpoint Configuration Manager / System Center Configuration Manager), un prodotto sviluppato da Microsoft utilizzato per la gestione centralizzata dei dispositivi.


Installato dal 2019 su oltre 40.000 computer tra procure, tribunali e uffici giudiziari in tutta Italia, questo software – formalmente adottato “per uniformare la manutenzione dei sistemi” – secondo Report avrebbe funzioni che possono essere sfruttate per entrare nei PC senza lasciare tracce, senza consenso esplicito dell’utente e senza avvisi visibili.

La smentita del ministro Nordio e la polemica politica

Dal fronte istituzionale non si è fatta attendere la reazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito le anticipazioni “accuse surreali”, rigettando l’idea di una sorveglianza occulta sui magistrati. Secondo il Guardasigilli, l’infrastruttura è la stessa utilizzata dal 2019, non consente di leggere contenuti, registrare schermo o attivare microfoni/webcam, e ogni accesso remoto – ha specificato – richiederebbe consenso esplicito dell’utente e lascierebbe tracce tracciabili nei sistemi.

La contrapposizione tra Report e Palazzo di Giustizia non si limita però alla tecnica: l’opposizione politica, a partire dal Partito Democratico, chiede chiarimenti e ha chiesto che la premier Giorgia Meloni riferisca in Parlamento su quella che definisce una “grave lesione delle garanzie democratiche”.


Ancora più dura la reazione di esponenti della coalizione di centrosinistra, come Angelo Bonelli (Europa Verde), che ha parlato di “episodio drammatico per la democrazia”, accusando il governo di operare in modo autoritario e mettendo in discussione la separazione dei poteri.

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