La tensione in Medio Oriente torna a salire con nuove dichiarazioni attribuite all’Iran che evocano la possibilità di colpire l’infrastruttura dei cavi sottomarini in fibra ottica che attraversano lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico. Secondo diverse analisi e report recenti, questa rete rappresenta una delle principali dorsali delle comunicazioni digitali tra Asia, Europa e Paesi del Medio Oriente
In particolare, l’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, avrebbe evidenziato come in quest’area strategica non transitino solo petrolio e gas, ma anche cavi fondamentali per Internet globale sottolineando che un loro danneggiamento potrebbe causare una “catastrofe digitale” con gravi interruzioni della connettività e dei servizi finanziari
Gli esperti citati nei report internazionali spiegano che lo Stretto di Hormuz è un punto critico perché ospita una concentrazione elevata di infrastrutture di rete e un singolo incidente o un’azione deliberata potrebbe compromettere più sistemi contemporaneamente con effetti a catena su mercati, banche, cloud e comunicazioni globali
Le conseguenze potenziali di un’interruzione di questi cavi sarebbero significative a livello economico e tecnologico con possibili blocchi temporanei di transazioni finanziarie, rallentamenti delle reti e difficoltà nell’accesso a servizi digitali essenziali per interi Paesi della regione
La situazione si inserisce in un contesto geopolitico già fragile in cui la dimensione digitale diventa sempre più un elemento strategico e vulnerabile dei conflitti moderni, dove infrastrutture invisibili come i cavi sottomarini assumono un ruolo centrale negli equilibri globali.

