Cloudflare multata da AGCOM minaccia di abbandonare l’Italia

Redazione
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Cloudflare CDN utilizzata da 1/3 dei siti esistenti al mondo (anche bismark.it),è stata multata per oltre 14 milioni di euro dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) perché non ha applicato i blocchi richiesti dal sistema antipirateria italiano “Piracy Shield” nel suo servizio DNS e CDN. La legge antipirateria richiede ai provider di bloccare domini e IP segnalati entro 30 minuti dalla notifica, ma Cloudflare ha rifiutato di farlo.

La reazione di Cloudflare

Il CEO Matthew Prince ha risposto con un messaggio molto duro, definendo la multa “DISGUSTOSA” e accusando l’Italia di volere una forma di censura senza giusto processo o trasparenza. Secondo Prince la normativa italiana (europea secondo lui) minaccerebbe la neutralità di Internet e richiederebbe blocchi non solo in Italia ma a livello globale.


IL POST

Ieri un organismo quasi-giudiziario in Italia ha multato @Cloudflare per 17 milioni di dollari per non aver assecondato il loro piano di censura di Internet. Il piano, che persino l’UE ha definito preoccupante, ci imponeva, entro soli 30 minuti dalla notifica, di censurare completamente da Internet qualsiasi sito che un’oscura cricca di élite mediatiche europee ritenesse contrario ai propri interessi. Nessuna supervisione giudiziaria. Nessun giusto processo. Nessun appello. Nessuna trasparenza. Ci imponeva non solo di rimuovere i clienti, ma anche di censurare il nostro resolver DNS 1.1.1.1, il che significava rischiare di oscurare qualsiasi sito su Internet. E richiedeva di censurare i contenuti non solo in Italia, ma a livello globale. In altre parole, l’Italia insiste sul fatto che un’oscura cricca mediatica europea debba poter dettare cosa è e non è permesso online.

Tutto ciò, ovviamente, è DISGUSTOSO e, anche prima della multa di ieri, avevamo diverse sfide legali in corso contro il sistema alla base di tutto questo. Noi, ovviamente, ora combatteremo questa multa ingiusta. Non solo perché è sbagliato per noi, ma perché è sbagliato per i valori democratici.

Inoltre, stiamo valutando le seguenti azioni:

  1. interrompere i servizi di sicurezza informatica pro bono da milioni di dollari che stiamo fornendo per le imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina;
  2. interrompere i servizi di sicurezza informatica gratuiti di Cloudflare per qualsiasi utente con sede in Italia;
  3. rimuovere tutti i server dalle città italiane;
  4. cancellare tutti i piani per costruire un ufficio Cloudflare in Italia o effettuare investimenti nel paese.

A giochi stupidi, premi stupidi. Sebbene ci siano cose che gestirei diversamente rispetto all’attuale amministrazione statunitense, apprezzo che @JDVance stia assumendo un ruolo di leadership nel riconoscere che questo tipo di regolamentazione è una questione fondamentale di commercio sleale che minaccia anche i valori democratici. E in questo caso @ElonMusk ha ragione: la #LibertàDiParola (#FreeSpeech) è fondamentale e sotto attacco da parte di una cricca scollegata dalla realtà di decisori politici europei molto disturbati.

Sarò a Washington DC all’inizio della prossima settimana per discutere di questo con i funzionari dell’amministrazione statunitense e incontrerò il CIO a Losanna subito dopo per delineare il rischio per i Giochi Olimpici se @Cloudflare ritirasse la nostra protezione di sicurezza informatica.

Nel frattempo, restiamo disponibili a discutere la questione con i funzionari del governo italiano che, finora, non sono stati disposti a impegnarsi oltre l’emissione di multe. Crediamo che l’Italia, come tutti i paesi, abbia il diritto di regolamentare i contenuti sulle reti all’interno dei propri confini. Ma devono farlo seguendo lo Stato di Diritto e i principi del Giusto Processo. E l’Italia non ha certamente alcun diritto di regolamentare cosa è e non è permesso su Internet negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Cina, Brasile, India o ovunque al di fuori dei suoi confini.

QUESTA È UNA BATTAGLIA IMPORTANTE E VINCEREMO!!!

 

IMPATTI PER L’ITALIA

L’utilizzo di Cloudflare rappresenta oggi una scelta strategica fondamentale per qualsiasi sito web o piattaforma digitale. Grazie alla sua rete globale di distribuzione dei contenuti (CDN), Cloudflare garantisce tempi di caricamento più rapidi e una migliore esperienza utente, riducendo la latenza e ottimizzando le performance, indipendentemente dalla posizione geografica dei visitatori.

Per la CyberSecurity sarebbe un danno gravissimo, Cloudflare offre una protezione avanzata contro minacce informatiche, tra cui attacchi DDoS, bot maligni e tentativi di intrusione, contribuendo a mantenere la sicurezza e l’integrità dei dati. L’integrazione con strumenti  (API) di ottimizzazione del traffico e gestione del DNS rende Cloudflare una soluzione completa, affidabile e scalabile, essenziale per aziende e professionisti che vogliono garantire la continuità operativa e la resilienza dei propri servizi online.

Se Cloudflare dovesse chiudere o cessare le operazioni in Italia, le conseguenze potrebbero essere significative per oltre  300.000  siti web, aziende e servizi online che dipendono dalla sua infrastruttura. Vediamole nel dettaglio:


Aumento della vulnerabilità
Cloudflare fornisce protezione contro attacchi DDoS, bot maligni e altre minacce informatiche. Senza di essa, siti e servizi diventerebbero più esposti ad attacchi, con rischio di downtime o compromissione dei dati.

Prestazioni web ridotte
La rete CDN di Cloudflare velocizza il caricamento dei contenuti in tutto il mondo. Senza questa rete, i siti italiani e internazionali potrebbero subire rallentamenti, soprattutto per gli utenti lontani dal server principale.

Problemi di continuità e disponibilità
Cloudflare funge anche da sistema di caching e gestione del traffico: la sua assenza potrebbe causare rallentamenti o blocchi nei momenti di traffico intenso.

Costi e complessità maggiori
Le aziende dovrebbero sostituire Cloudflare con alternative locali o globali, spesso più costose o più complesse da configurare e gestire. Ciò richiederebbe risorse tecniche aggiuntive.

Impatto su siti governativi e servizi essenziali
Se enti pubblici o infrastrutture critiche usassero Cloudflare, la chiusura potrebbe compromettere la continuità dei servizi online, con possibili implicazioni per cittadini e imprese.

 

15:15:52: Il senatore della Lega Claudio Borghi risponde su X.

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