Da notizia di qualche giorno fa Un hacker ha pubblicato in un forum 2,3 milioni di dati relativi agli abbonati della testata hi-tech Wired, esponendoli a campagne di doxxing, swatting e phishing. Il pirata informatico sostiene di avere in mano un malloppo assai più grande che riguarderebbe i database di altre riviste dell’editore americano Condé Nast. Questo evento è avvenuto all’inizio dell’anno e rappresenta uno dei primi crimini informatici di rilievo del 2025.
Il data breach
Il dataset pubblicato dallo hacker, noto come “Lovely”, contiene informazioni relative a diversi milioni di abbonati alla rivista Wired e Vanity Fair, tra cui email, nomi completi, numeri di telefono, indirizzi e date di nascita. Comunque, non sono state divulgare password o informazioni di pagamento. Il hacker sostiene che quanto messo in luce sia solo un antipasto rispetto alla portata principale, che al momento tiene per sé: ben 40 milioni di dati relativi ad altre testate di proprietà di Condé Nast, come Vogue, The New Yorker e Vanity Fair.
La reazione di Condé Nast
La notizia del data breach è stata resa pubblica da DataBreaches.net, che ha rivelato l’esistenza del presunto crimine. L’autore del reato si è presentato inizialmente come un whistleblower che sosteneva di avere scoperto gravi vulnerabilità nei sistemi di Condé Nast. Comunque, dopo aver verificato l’autenticità del materiale, Lovely ha gettato la maschera e ha minacciato di divulgare tutte le informazioni sottratte al Gruppo. I dati sottratti a Wired sono stati messi in vendita su un forum.


