Juhan Lepassaar, direttore esecutivo di ENISA, l’Agenzia dell’Unione Europea per la cybersicurezza, ha lanciato un avvertimento chiaro: “Senza un cambio di passo deciso, strategico e finanziario, l’UE rischia di restare indietro in uno dei domini più critici per la propria sicurezza, economia e sovranità digitale”. Attualmente, l’Unione europea sta faticando a mantenere il passo nella battaglia contro le minacce informatiche, nonostante la consapevolezza della necessità di miglioramenti.
Attacchi continui all’Europa
L’Europa si trova costantemente sotto assalto. In anni recenti, si sono verificati attacchi informatici significativi a danno di aeroporti e ospedali, con tentativi di sabotaggio attribuiti a stati ostili, come il recente attacco alla rete elettrica polacca. La Bundesbank tedesca ha segnalato oltre 5.000 attacchi al minuto, indicativi di un contesto critico e in continua evoluzione. La guerra ai confini dell’UE e l’influenza tecnologica crescente della Cina richiedono un ripensamento delle priorità in materia di sicurezza.
ENISA e le sfide strutturali
La Commissione Europea ha proposto una revisione del Cybersecurity Act per rinforzare ENISA, con l’assunzione di 118 nuovi addetti. Comunque, con circa 150 dipendenti attuali, l’agenzia è lontana dal numero necessario per affrontare le sfide contemporanee, specialmente se confrontata con agenzie come Europol e Frontex. Lepassaar sottolinea la necessità di un ripensamento fondamentale delle strategie di cybersicurezza, evidenziando che il numero di vulnerabilità software è aumentato drasticamente negli anni.
Responsabilità nel cyberspazio
La crescente importanza dell’intelligenza artificiale nella sicurezza informatica significa che l’UE deve assumere responsabilità equivalenti a quelle della sicurezza fisica. Attualmente, molte startup europee dipendono da strutture statunitensi per la sicurezza. ENISA ha avviato un database europeo delle vulnerabilità per ridurre questa dipendenza. Le parole di Lepassaar sono chiare: “Ora è il momento che l’Europa faccia la sua parte”.


