Un progetto open-source nato quasi per gioco e diventato in pochi mesi uno degli argomenti più discussi nei canali tech di tutto il mondo: Clawdbot. Non si tratta del solito chatbot, né di un semplice assistente: è un agente AI che può integrarsi nelle app di messaggistica che usiamo tutti i giorni — WhatsApp, Telegram, Discord, Slack e persino iMessage — e “vivere” lì, rispondendo, anticipando bisogni, eseguendo azioni e addirittura imparando da solo nel tempo.
Negli ultimi giorni però lo stesso strumento ha cambiato nome da Clawdbot a Moltbot, a causa di una richiesta formale di Anthropic legata ai diritti sul marchio “Claude”. Nonostante il nome sia cambiato, il cuore del progetto rimane identico: il software open-source creato da Peter Steinberger per trasformare un computer o un server in un assistente AI personale.
Cos’è Clawdbot?
Clawdbot non è un semplice chatbot come ChatGPT o Gemini: è un agente AI “autonomo” integrato nelle tue app di messaggistica. Invece di dover aprire un sito o un’app dedicata, invii un messaggio su Telegram o WhatsApp e lui ti risponde, ricordando tutto nel tempo — contesto, preferenze, cronologia e comportamento personale
Le tre caratteristiche che lo rendono unico
- Memoria persistente e contestuale: non dimentica quello che hai detto in passato, costruisce una “mappa cognitiva” delle tue preferenze e comportamenti.
- Interazione proattiva: non aspetta sempre una richiesta, può messaggiarti lui quando c’è qualcosa di utile da dire.
- Accesso e controllo completi: può eseguire azioni — come inviare email, gestire file o creare script — proprio come farebbe un assistente umano, se autorizzato.
Queste caratteristiche lo rendono uno strumento potentissimo ma estremamente delicato dal punto di vista della privacy e della sicurezza: per funzionare ha bisogno di accesso profondo ai dati e ai sistemi.
Come funziona tecnicamente
Clawdbot è composto da due elementi principali: L’agente AI, che gira su una macchina sempre accesa — può essere un Mac Mini, un PC Linux o un server VPS noleggiato. Il gateway di messaggistica, che fa da ponte tra l’agente e le app (Telegram, WhatsApp, Discord, ecc.).
L’agente non include un modello IA: invece, si appoggia a API di modelli esterni come Claude, GPT o Gemini per ottenere le risposte o eseguire i task richiesti.
Tutto il codice è open-source, e la configurazione del comportamento è definita in file di testo (come il soul.md), che permettono di personalizzare tono, stile e caratteristiche dell’assistente.
Perché sta facendo notizia (e perché preoccupa)
La tech-community è divisa tra entusiasmo e allarme. Da una parte, tanti utenti riferiscono che Clawdbot ha cambiato il loro modo di lavorare e organizzarsi, con testimonianze di produttività alle stelle. Dall’altra, esperti di sicurezza sottolineano i rischi reali di dare a un software così potente accesso completo ai dati personali.
Alcuni la definiscono “la prima IA che ti conosce meglio di te stesso”.
Altri la paragonano a “un maggiordomo brillante ma con troppe chiavi di casa”.
Guida rapida all’installazione e all’uso
Prima di tutto: Clawdbot richiede competenze tecniche di base, un computer sempre acceso o un server, e spesso costi associati (come le API dei modelli IA). Non è un software plug-and-play per utenti inesperti.
1. Prerequisiti
✔ Un server o computer sempre acceso (Mac, Linux, VPS)
✔ Node.js installato
✔ Una chiave API per il modello IA che userai (es. Claude, GPT)
✔ Accesso ai bot delle piattaforme di messaggistica (come token Telegram)
2. Installazione di base
La versione più semplice prevede l’utilizzo della CLI clawdbot:
# installa il tool
curl -fsSL https://clawd.bot/install.sh | bash
# verifica l’installazione
clawdbot --version
# avvia il gateway di messaggistica
clawdbot gateway --port 18789
Su Windows, Clawdbot va eseguito tramite WSL2 con Linux.
3. Configurazione
Configura il file ~/.clawdbot/clawdbot.json per definire chi può parlare con l’assistente, quali gruppi usare e con quali regole.
4. Connettere le chat
Una volta avviato il gateway, puoi abbinare il bot alle tue app:
- Per Telegram: crea un bot con @BotFather e inserisci il token
- Per WhatsApp: esegui l’accesso via codice QR
- Per Discord/Slack: usa le API dei bot per collegare i server
Rischi e best practice
Clawdbot ti dà potere ma anche responsabilità.
Accesso ai dati personali: per funzionare, l’agente deve spesso accedere a messaggi, email, file e sistemi. Questo può violare best practice di sicurezza consolidate.
Prompt injection e vulnerabilità: anche con modelli “robusti” come Claude Opus 4.5, ci sono margini di errore e comportamenti imprevedibili.
Consigli rapidi:
- Mantieni il bot isolato in un ambiente sandbox se possibile
- Usa firewall e autenticazioni forti
- Permetti solo ciò che è assolutamente necessario
- Monitora sempre i log e l’attività del sistema


