Un’operazione di spionaggio informatico avrebbe preso di mira esponenti politici, giornalisti e manager di aziende considerate strategiche in Italia. Tra i bersagli figura anche la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, da tempo nota per le sue posizioni critiche nei confronti del Cremlino. La vicenda è al centro di un’indagine condotta dall’intelligence italiana e dalla Polizia Postale, che starebbero seguendo la pista di gruppi di hacker collegati alla Russia.
Secondo le ricostruzioni emerse, gli aggressori non avrebbero violato la crittografia dell’app Signal, considerata una delle piattaforme di messaggistica più sicure al mondo. L’attacco avrebbe invece sfruttato tecniche di ingegneria sociale: alle vittime sarebbe stato inviato un messaggio apparentemente proveniente dal sistema di sicurezza dell’applicazione, inducendole ad autorizzare il collegamento di un dispositivo esterno o a condividere un codice di verifica. In questo modo gli hacker avrebbero ottenuto l’accesso agli account e alle conversazioni riservate.
Gli investigatori ritengono che l’operazione fosse altamente selettiva. Oltre a figure istituzionali e giornalistiche, sarebbero stati individuati come obiettivi anche dirigenti di aziende operanti in settori strategici, elemento che rafforza l’ipotesi di un’attività di intelligence finalizzata alla raccolta di informazioni sensibili.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente pressione cibernetica nei confronti dei Paesi europei. Negli ultimi mesi campagne analoghe sono state segnalate anche in Germania e nei Paesi Bassi, dove nel mirino sono finiti politici, diplomatici, militari e operatori dell’informazione. In Italia, inoltre, nei mesi precedenti erano stati respinti attacchi informatici attribuiti a gruppi filorussi contro infrastrutture digitali collegate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.