Dal 7 luglio le auto “osservano” il conducente: più sicurezza, ma la privacy è davvero al sicuro?

Dal 7 luglio è entrata in vigore nell’Unione Europea una nuova fase del regolamento General Safety Regulation 2 (GSR2), che rende obbligatori nuovi sistemi di assistenza alla guida (ADAS) su tutte le auto di nuova immatricolazione. Tra le novità che stanno facendo maggiormente discutere c’è l’Advanced Driver Distraction Warning (ADDW), il sistema che monitora l’attenzione del conducente attraverso una telecamera installata nell’abitacolo.

Come funziona il sistema

Il dispositivo utilizza una telecamera a infrarossi e algoritmi di analisi per verificare se il conducente mantiene lo sguardo sulla strada. Il software rileva elementi come:

  • direzione dello sguardo;
  • frequenza dell’ammiccamento;
  • chiusura prolungata degli occhi;
  • eventuali segnali di sonnolenza o distrazione.

Quando rileva che il guidatore distoglie l’attenzione dalla carreggiata per un tempo eccessivo, il sistema emette un avviso acustico o visivo invitandolo a riprendere la concentrazione. L’obiettivo è ridurre gli incidenti provocati dall’uso dello smartphone, dai display dell’infotainment o da momenti di distrazione.

Privacy: nessuna registrazione delle immagini

L’aspetto che ha suscitato più interrogativi riguarda inevitabilmente la privacy. Secondo quanto previsto dalla normativa europea e dalle indicazioni delle autorità competenti, il sistema non registra né trasmette immagini o video del conducente.

I dati vengono elaborati esclusivamente in tempo reale all’interno del veicolo e vengono immediatamente eliminati dopo l’analisi, senza essere archiviati o inviati ai produttori.

 

 

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