Stati Uniti: controlli obbligatori dei social media anche per chi viaggia senza visto

Gli Stati Uniti stanno proponendo una nuova regola che potrebbe cambiare significativamente il modo in cui visitatori da molti paesi europei, asiatici e altri viaggiatori senza visto accedono al Paese.

Cosa prevede la proposta

Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti (Department of Homeland Security – DHS) ha pubblicato una proposta di modifica al sistema ESTA (Electronic System for Travel Authorization), che è il sistema online che permette a cittadini di circa 40 Paesi di entrare negli Stati Uniti per turismo o affari senza ottenere un visto tradizionale.

Secondo questa proposta:

  • I viaggiatori dovranno fornire informazioni sui loro profili social utilizzati negli ultimi 5 anni.
  • Saranno richiesti anche indirizzi email usati negli ultimi 10 anni, numeri di telefono e altri dati personali.
  • Potrebbe essere richiesto perfino il metadata delle foto inviate elettronicamente e dettagli estesi sui membri della famiglia (luoghi di nascita, numeri di telefono, ecc.). ù

Questi requisiti andrebbero oltre i dati già richiesti oggi da ESTA, che comprendono informazioni di base come nome, contatti e dati anagrafici.

Chi sarà interessato (e chi no)

La proposta riguarda in particolare:

  • Cittadini di oltre tre dozzine di paesi aderenti al Visa Waiver Program (VWP) — ovvero coloro che oggi non hanno bisogno di un visto per viaggiare negli USA per soggiorni fino a 90 giorni.
  • Tra i paesi tipicamente inclusi ci sono quelli europei come Italia, Germania, Francia, Regno Unito, e anche altri paesi di Asia e Oceania.

I cittadini di paesi non aderenti al Visa Waiver Program — cioè chi già necessita di un visto tradizionalesono già soggetti a controlli dei social media durante la procedura di visto.

Stato della norma: non è ancora in vigore

È importante sottolineare che la regola non è stata ancora approvata.
La pubblicazione sulla Federal Register è un passo formale: apre un periodo di 60 giorni di commenti pubblici, durante il quale cittadini, esperti legali e organizzazioni possono inviare osservazioni prima che la norma sia finalizzata o modificata.

La stessa Agenzia per la Sicurezza delle Dogane e dei Confini degli USA (CBP) ha specificato che attualmente non ci sono cambiamenti effettivi nelle regole di ingresso: questa è solo una proposta per avviare un processo regolatorio più ampio.

Critiche e preoccupazioni

Le organizzazioni per i diritti civili e della privacy hanno espresso timori importanti:

  • La raccolta estensiva dei dati social potrebbe rappresentare un rischio per la privacy individuale.
  • Non è chiaro quali criteri USA utilizzeranno per valutare i contenuti online — ad esempio, se post politici o critici verranno interpretati come potenziali segnali di rischio.
  • Alcuni temono che la misura possa dissuadere o complicare viaggi legittimi, soprattutto per turismo e affari.

 

Recent Posts