Update Comunicato: Come già comunicato ufficialmente dal Gruppo in data 21.08.2026 (https://www.spaggiari.eu/news/comunicazione-ufficiale-sull-attacco-informatico-alla-piattaforma-bergantini), sono state avviate immediatamente le indagini cyber-forensi. Sulla base delle analisi tecniche svolte finora, il perimetro interessato è esclusivamente il componente Modulistica Smart della piattaforma Bergantini, utilizzato per la compilazione e la trasmissione online di moduli e istanze. Gli accertamenti condotti escludono che l’evento abbia riguardato il registro, i software di gestione della scolastica e di gestione della segreteria di Gruppo Spaggiari Parma, che costituiscono un sistema distinto e separato. Alcune ricostruzioni diffuse pubblicamente attribuiscono l’accaduto ad altre piattaforme: tali attribuzioni non trovano conferma negli esiti delle analisi condotte. Si precisa inoltre che l’evento si è verificato in data 30 giugno 2026, ed è stato tempestivamente oggetto degli adempimenti previsti dalla normativa: notifica di violazione dei dati personali al Garante per la protezione dei dati personali, con successiva notifica integrativa; segnalazione all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale; denuncia all’Autorità di polizia giudiziaria, anch’essa successivamente integrata. Le interlocuzioni con le Autorità sono in corso e la Società fornisce ogni riscontro richiesto, con il supporto di consulenti legali e di specialisti.
Update: Il gruppo xpl0itrs ha messo in vendita oltre 6 terabyte di dati a 50.000$.
La rivendicazione del gruppo xpl0itrs: si parla di 6,1 terabyte di dati sottratti. L’attacco, ancora da verificare indipendentemente, avrebbe colpito una delle infrastrutture digitali più importanti del sistema scolastico italiano.
È una delle notizie di cybersicurezza più delicate per il mondo della scuola italiana. Il gruppo ransomware xpl0itrs ha rivendicato un attacco contro Gruppo Spaggiari Parma, società che da decenni fornisce strumenti e servizi digitali agli istituti scolastici italiani. La notizia è emersa il 20 agosto 2026 attraverso i canali di monitoraggio delle attività ransomware.
Il gruppo Spaggiari ha rilasciato un comunicato stampa in merito alla vicenda raggiungibile qui.
Secondo le informazioni diffuse da fonti di intelligence sulla minaccia informatica, gli aggressori sostengono di avere sottratto circa 6,1 terabyte di dati provenienti da oltre 3.000 scuole. Tra le informazioni che vengono indicate nella rivendicazione figurerebbero dati personali di studenti e docenti, informazioni di contatto e, secondo alcune segnalazioni, anche dati particolarmente sensibili.
Perché Spaggiari è un obiettivo particolarmente importante
Il Gruppo Spaggiari Parma, fondato nel 1926, è passato dall’editoria scolastica alla gestione digitale di una parte significativa della vita quotidiana delle scuole. Il suo prodotto più noto è ClasseViva, il registro elettronico attraverso il quale studenti, famiglie, docenti e istituti gestiscono una grande quantità di attività e informazioni. L’azienda dichiara oggi oltre 4.000 scuole attive sulle proprie piattaforme e più di 4,5 milioni di utenti giornalieri.
Un eventuale accesso non autorizzato ai sistemi di un fornitore tecnologico della scuola potrebbe infatti trasformarsi in un problema che riguarda indirettamente milioni di persone. Nei sistemi che compongono l’ecosistema digitale scolastico possono transitare informazioni relative a studenti, genitori, insegnanti, personale amministrativo e istituti.
Dal registro elettronico ai dati personali
Il registro elettronico non è più soltanto il sostituto digitale del vecchio registro cartaceo. Le piattaforme moderne collegano funzioni differenti: presenze, valutazioni, comunicazioni scuola-famiglia, attività didattiche, documentazione e servizi amministrativi. Nel caso di Spaggiari, l’ecosistema comprende anche strumenti per la segreteria digitale e altri servizi destinati alle istituzioni scolastiche.
Il problema più grave sarebbe quello della riservatezza delle informazioni. Se le dichiarazioni degli aggressori dovessero essere confermate, la questione potrebbe assumere una dimensione molto più ampia: non si tratterebbe semplicemente di un’azienda che perde file, ma di una possibile esposizione di informazioni appartenenti a una vasta comunità scolastica.
Il rischio per studenti e famiglie
In caso di effettiva sottrazione di dati, uno dei pericoli più concreti sarebbe il successivo utilizzo delle informazioni per campagne di phishing e social engineering.
Un criminale che conosca il nome di uno studente, quello di un genitore, la scuola frequentata o altri dettagli relativi alla vita scolastica potrebbe costruire messaggi molto più credibili di una normale email fraudolenta. Il rischio potrebbe quindi continuare anche dopo la conclusione dell’incidente informatico.
Per questo, qualora la violazione venisse confermata, l’impatto non sarebbe soltanto tecnologico: avrebbe anche una componente sociale, economica e reputazionale.
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